mercoledì 24 marzo 2010

Mihoen Singapore: Spaghetti cinesi alla moda di Singapore


Mihoen Singapore è uno di quei piatti che di solito non manca mai nei ristoranti cinesi in Olanda. È uno di quei piatti classici con di tutto un po' e soprattutto con un paio di gamberetti ad un prezzo abbordabile anche se sei ancora una studentessa. E quando la sera ancora scrivevo la tesi (eoni fa) e di giorno avevo uno o due lavori, era facile tornando a casa passare dal cinese a prendere un piatto di spaghettini conditi e smangiucchiarmeli nella tranquillità della mia soffita con panorama sulle cime degli alberi del cortile.

Mihoen Singapore à la Marina

250 gr mihoen (tagliolini sottili all'uovo)
250 gr gamberi grigi sgusciati
250 gr carne di maiale o petto di pollo o straccetti di manzo a pezzettini piccoli
2 cipollotti a tocchetti
1 cipolla a fette
1/2 peperone verde a dadini
1/2 peperone rosso a dadini
1 peperoncino fresco a rondelle
2 cm di zenzero fresco grattugiato
2 spicchi d'aglio grattugiato
1 cucchiaio colmo di curry madras
1 cucchiaio di salsa di soia
olio di semi

Cucinare i tagliolini molto al dente, freddarli completamente sotto l'acqua del rubinetto e condirli con poco olio così non si attaccano. Lasciarli sgocciolare bene in un colapasta e mettere da parte.
Riscaldare un poco di olio nel wok, aggiungere il curry e farlo tostare finquando comincia a diventare bello fragrante. Aggiungere prima la carne (a piacimento maiale, pollo o manzo, purché tagliati davvero piccoli), farla colorire e cuocere a fuoco alto sempre girando. Quando la carne è cotta, aggiungere i gamberi e farli appena diventare rosa. Togliere tutto dal wok e tenere in caldo. Mettere un poco di olio nel wok ben caldo e soffriggere l'aglio con lo zenzero e il peperoncino. Aggiungere le verdure tranne i cipollotti (a piacere si possono anche aggiungere germogli di soia, funghi cinesi, qualche cimetta di broccolo), saltarle finché diventano appena appena morbide, poi unire la carne con i gamberi e a piccole manciate i tagliolini. Unire la parte bianca dei cipollotti per ultima. Condire con la soia e controllare il sale. Saltare il tutto finché è ben caldo.
Servire guarnito della parte verde dei cipollotti.

Per vedere i diversi tipi di spaghetti cinesi, potete consultare questa pagina di Wikipedia. Quelli che ho usato io sono i mee della seconda foto.
E... chi se li ricorda I Nuovi Angeli con Singapore?

~~~~ Nederlands


Mihoen Singapore is zo'n gerecht dat bijna nooit ontbreekt in het menu van Chinese afhaalrestaurants. Het is een klassieker met van alles en nog wat erin, maar vooral met garnalen en dat voor een vriendelijk prijsje. Dat laatste vond ik erg handig toen ik 's avonds nog aan mijn scriptie werkte (millennia geleden) maar overdag een of twee baantjes had en dus geen puf om vaak te koken (jaja, ik ook!). Het was dus erg verleidelijk om langs de afhaalchinees te gaan voor zo'n bordje geurige spaghetti. Die werden gegeten aan mijn grote witte tafel onder het brede raam op mijn zolderkamer, lekker rustig uitkijkend op de toppen van de bomen in de binnenplaats.

Mihoen Singapore à la Marina

250 gr eiermie
250 gr grijze garnalen ontveld en ontdooid
250 gr varkens-, kip- of rundvlees in kleine dunne stukjes
2 lenteuitjes in stukjes
1 ui in plakken
1/2 groene paprika in blokjes
1/2 rode paprika in blokjes
1 verse rode peper in rondjes
2 cm verse gember, geraspt
2 knoflooktenen, geraspt
1 volle eetlepel curry madras
1 eetlepel soya saus
arachide olie

Kook de mie volgens de instructies op de verpakking goed al dente, laat ze helemaal koud worden onder de stromende kraan en maak ze aan met een theelepel olie zodat ze niet teveel aan elkaar plakken. Laat ze in een vergiet goed uitlekken en zet apart.
Verwarm een beetje olie in de wok, doe de curry erbij en laat het roosteren totdat het lekker gaat ruiken. Doe eerst het vlees (naar smaak varkens, kip of runder of ook een beetje van alles bij elkaar, als het maar heel dun gesneden is) in de wok en roerbak het op hoog vuur. Zodra het vlees gaar is, voeg de garnalen toe en roerbak alles todat de garnalen net roze zijn geworden. Haal alles uit de wok en hou het warm. Doe weer een scheutje olie in de warme wok en roerbak de gember met de knoflook en het pepertje. Voeg alle groente behalve de lenteuien toe (als je het lekker vindt, kun je ook taugé, Chinese paddenstoelen en kleine broccoli roosjes gebruiken), roerbak ze totdat ze net zacht worden, dan voeg het vlees met de garnalen toe en de mie in kleine plukjes. Doe ook het witte deel van de lenteuitjes erbij. Maak aan met de soya saus en controleer of er nog wat zout nodig is. Roerbak het gerecht totdat alle ingrediënten goed heet zijn.
Serveer met een garnering van het groene gedeelte van de lenteuitjes.
Toen ik nog kind was, had een popgroep een grote hit met een liedje getiteld: Singapore. Aan dit liedje moet ik altijd denken als ik mihoen Singapore eet.

4 commenti:

nicoleta ha detto...

Buonissimi ...adoro questo tipo di spaghetti alla cinese.
Ciao!

foto e fornelli ha detto...

Sembra che ogni paese abbia i suoi "piatti cinesi" tipici. In Germania non ho mai visto noodles Singapore nei risoranti cinesi :-)Ma si vedranno presto a casa mia. Quei mee sono un tipo di pasta cinese che non compro mai, stavolta è la volta buona.

Oggi ho incontrato una foodblogger che era in viaggio per Amsterdam. Quasi quasi sarei salita con loro nel camper :-))

BAci, Alex

MarinaV ha detto...

Ora mi hai incuriosita: quali sono i piatti cinesi tedeschi?
E chi è la foodblogger? Mi contatterà, spero! Peccato tu non sia salita sul loro camper... :)

foto e fornelli ha detto...

La blogger è Elga di Semi di papavero. Eh, anche io sarei voluta salire sul camper :-) Ho appena letto su FB che ha fatto compere folli da Hema :-)

Per tornare ai piatti cinesi, ho notato ad esempio che in Italia gli involtini primavera sono sempre quelli piccolini, mentre qui ti rifilano un involtone grosso unto unto. Quelli piccoli sono + rari. Il classico pollo alle mandorle che mangiavo da adolescente dal cinese a Roma qui non esiste proprio (ma magari è anche passato di moda). Il tipico piatto cinese è "8 Schätze", gli otto tesori. Di tutto di più ci mettono. Non manca in nessun menù.
Comunque, se ho la scelta, vado sempre dal thai. Qui i ristoranti cinesi buoni li devo cercare col lanternino.
Un bacio